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Lui & Lei

Rustiche scopate 2


di Kalifly81
29.08.2026    |    395    |    3 9.6
"Alessandro slacciò il reggiseno, sollevò il busto di Teresa continuando a muoversi dentro il suo sedere, teneva la sua schiena contro di lui, con una mano sul mento le teneva ferma la testa e..."
Teresa era china fra le cosce aperte del fidanzato, lo succhiava con forza tenendogli il cazzo in mano, andava su e giù con la testa pensando che anche questa settimana non avrebbe goduto.
In questo periodo il fidanzato partiva lunedì mattina e rimaneva in cantiere fino a venerdì pomeriggio; il lavoro di muratore lo sfiniva; sabato dovevano pensare alla casa e la sera uscivano con gli amici e non trovavano il tempo di farlo.
Domenica mattina s’era svegliato eccitato, a Teresa non piaceva farlo appena sveglia ma c’aveva provato e terminato con un pompino senza finire la scopata; questa settimana il tutto si stava ripetendo.

Lunedì il compagno partì presto la mattina, prima di montar in macchina e andar a lavorar anche lei, Teresa riguardò i disegni di Alessandro.
Oltre ai primi, gliene aveva fatti altri due: uno la vedeva ritratta al fianco della sua cavalla Jenny, l’aveva incorniciato e doveva ancora pensare a dove appenderlo; l’altro lo teneva nascosto assieme agli altri, era un suo primo piano con gli occhi quasi chiusi, la bocca aperta quasi ad urlare, espressione di piacere, le spalle erano nude, il seno si vedeva appena; quando guardava quel disegno si chiedeva se era un’espressione inventata o se aveva fatto proprio quella faccia quando Alessandro le aveva preso il sedere.

Il suo ufficio era vicino alla macchina del caffè e Teresa si alzava spesso e metteva fuori la testa per vedere se Alessandro faceva pausa; quando lo vide in corridoio corse a prendersi il caffè.
“Ma senti, vieni da me na sera?” gli chiese lei badando che altri non stessero a sentire “è da un po’ che non chiavo” disse Teresa con la sua solita volgarità e franchezza.
Alessandro la vide arrossire per l’imbarazzo e le bisbigliò per sdrammatizzare “le cavalle non si giustificano mica, fanno e basta no?”.
Teresa si mise a ridere “Se fossi na cavalla non avrei di sti problemi con Aron” Aron era il nome dello stallone che aveva a casa.
“Avresti invece un problema bello grosso da gestire” disse lui ribattendo alla battuta e si misero a ridere.
“No no, proprio sarebbe impossibile per una donna. Ho visto che razza di roba ha quando lo portiamo a riprodursi” Teresa si bloccò capendo che stava per ripartire a parlare dei suoi cavalli.
“Questa settimana solo stasera dopo cena forse riesco ad inventarmi qualcosa” le disse “se fossi in un qualsiasi gruppo whatsapp di uomini, capiresti che invece certe donne saprebbero gestire, eccome”.
“Che intendi?”
“Girano di quei video, ma lascia perdere” rispose Alessandro e risero.
Si misero d’accordo per la serata.

Teresa sistemò orto e animali, cenò poi una doccia, indossò maglietta, jeans e l’unico completino di pizzo nero che aveva; si mise a guardar la tv dato che mancava un’ora all’incontro, aveva riguardato i disegni, sdraiata sul divano pensava all’incontro dell’altra volta, al forte sesso anale, ai complimenti ricevuti, a quello che si erano detti oggi, alla battuta di gestire un enorme cazzo di cavallo.
Prese il cel e provò a capire se era una battuta o se esistevano veramente video fra donna e cavallo, digitò nel motore di ricerca “donna e cavallo video porno” e le apparvero link di siti porno, cliccò sul primo senza riflettere e sullo schermo apparvero decine di anteprime di video in cui si vedevano donne nude, cavalli, cani e perfino un maiale.
Istintivamente capovolse lo schermo e lo lasciò sul cuscino del divano, si sentiva rossa in viso; credeva ci sarebbe voluta una ricerca approfondita per trovar qualcosa, sempre fossero esistiti video del genere, ed invece in non meno di 10 secondi ne aveva trovati una marea.
La curiositá vinse, riprese il cel, si sentì arrossire pesantemente e cliccò un video a caso: una ragazza nuda, seduta su uno sgabello toccava l’enorme pene di un cavallo, non si stupiva dell’enorme pene che aveva visto molte volte dal vivo, ma del fatto che una ragazza potesse toccarlo, il pensiero gli faceva molto schifo ma continuò a guardare e pochi istanti dopo la ragazza cercava di mettersi fra le cosce l’enorme cazzo animale; chiuse la pagina e abbandonò il cell.
Il cuore le batteva all’impazzata, si sentiva schifata ed elettrizzata, immaginò Alessandro che da lì a breve avrebbe visto nudo, lo immaginò avanzare verso di lei con un cazzo come quello del video che quasi toccava terra; chiuse gli occhi e allontanò quei pensieri.
Teresa guardava la tv distrattamente e si ritrovò a pensare ancora ad Alessandro con un enorme cazzo che la possedeva da dietro standole a mezzo metro di distanza; quasi scosse la testa per eliminare i pensieri e riprese il cellulare, guardò ancora qualche secondo quella ragazza alle prese con il cazzo equino, non voleva vedere se la penetrazione sarebbe riuscita o meno ma allo stesso tempo era incuriosita, sentiva il rossore alla guance, mandò avanti il breve video e quando rilasciò il cursore per un istante vide la ragazza cercar di praticare del sesso orale all’enorme cazzo e qualcosa esplodere.
DRIIIN
“Ahhh!” gridò lei sentendo il campanello e spaventandosi, quasi lanciò via il cellulare, lo riprese e spense il video in fretta; andò alla porta e fece entrar Alessandro.
“Vieni dentro dai, mi hai fatto prendere un tremo” Teresa nel dirlo prese per il polso Alessandro e lo condusse dentro a sedersi con lei sul divano.
“Se facciamo una chiavata una volta ogni tanto non è proprio come tradire” a sentirlo ad Alessandro venne da sorridere, le sembrava un ragionamento assurdo ma Teresa ne era convinta, eppoi quel modo di parlare.
“Sai quante volte ho pensato al tuo sederino in queste settimane” le disse lui “non avevo mai fatto sesso anale e sei stata meravigliosa”.
A Teresa facevano molto piacere i complimenti dato che non ne riceveva molti “Non l’avrei detto, non ti sei di certo vergognato. Sai quanto mi ha bruciato il giorno dopo” disse Teresa mentre Alessandro le metteva in mano una scatoletta, lei l’aprì e ne estrasse un vasetto di lubrificante; il suo ragazzo adorava il sesso anale e non voleva usare lubrificante perché gli piaceva stretto, lei aveva imparato a sopportare ma quel gesto per lei significava che Alessandro le riservasse attenzione.
Era assorta in quel pensiero e non s’accorse che lui s’era avvicinato a lei sul divano, quando se n’accorse lui premette le sue labbra alle sue, la lingua contro la sua e sentì una mano palpeggiarle il seno; la sua mano accarezzava la coscia maschile, iniziò poi a sfregarla ma non sentiva bene se sotto la stoffa ci fosse l’erezione e decise di staccarsi dal bacio, si alzò in piedi “Andiamo in camera” gli disse.
Alessandro si alzò e sfilò in alto la propria maglietta e poi quella di Teresa, le slacciò i jeans, e li abassò, lei lo lasciava fare e lo guardava negli occhi mentre lui la accarezzava fra le cosce, mentre le infilava la mano negli slip e un dito nella fica, poi il secondo dito che sentiva muoversi dentro “Andiamo in camera” disse lei in dialetto.
Appena arrivati in camera Teresa si levò gli slip ed il reggiseno, si mise a gattoni sul letto, prese un po’ di lubrificante con le dita e, con il sedere rivolto verso Alessandro, unse il suo ano esternamente.
“Vuoi sempre solo dietro?” chiese Alessandro mentre si spogliava guardando le dita che passavano sull’ano “Mettine di più e dovresti metterne anche dentro”.
“Stavolta facciamo tutto” disse Teresa mentre con indice e medio prendeva un’abbondantissima quantitá di lubrificante infilando poi le dita piano nel suo ano; fu una sensazione strana, le dita sembrarono scivolare da sole, sembrava che le riempissero il sedere senza dolore o piacere.
Alessandro le levò via la mano, afferrò le natiche e le aprì ai lati, il buco si dilatò appena, dall’ano colava un rivolo di lubrificante e quel gel continuava ad uscire pian piano da solo data la troppa quantità; si afferrò il cazzo alla base e lo premette sull’ano massaggiandolo con la cappella giá ingigantita “Sei la mia cavalla da montare?” le chiese.
A sentir quelle parole Teresa lo immaginò nuovamente con un pene gigantesco, poi sentì la penetrata diretta, la sua testa scattò in alto e diede un urlo veloce ma ora non sentiva dolore, lui si muoveva dentro il suo sedere e sentiva poca resistenza e poco fastidio “Montami che sono in calore” disse lei in dialetto e visibilmente eccitata.
Alessandro slacciò il reggiseno, sollevò il busto di Teresa continuando a muoversi dentro il suo sedere, teneva la sua schiena contro di lui, con una mano sul mento le teneva ferma la testa e con l’altra tastava il seno; lei ansimava.
“Porco, sei un porco, porco” continuava quasi a dire come per distrarsi dal fastidio che le dava l’andirivieni nel suo ano e concentrandosi sul piacere che era sempre maggiore.
Alessandro sentì che Teresa si stava irrigidendo anche se ansimava di piacere e decise di uscire dal suo sedere.
La spinse e lei si ritrovò stesa, si sentì aprire le cosce e poi sentì la lingua sulla fica “Questo mi piace”; la lingua le dava piacere, soprattutto quando continuava incessantemente a schiacciare il clitoride, stava quasi per venire, mancava poco e quella lingua ancora torturava il clitoride che veniva succhiato “Quasi! Quasi! Cazzo sto per venire” disse ansimando a occhi chiusi, poi d’improvviso non sentì più la lingua ma le dita schiacciate contro il clitoride che lo sfregavano velocissimo.
Teresa sentì le addominali contrarsi e alzò di poco il busto, i suoi occhi si rigirarono all’insù e tremò venendo in maniera forte, bestemmiò, non riusciva a respirare e i suoi occhi non vedevano nulla, si sentiva venire anche ora che le dita avevano lasciato il clitoride; per un attimo si vide in un’immagine confusa al posto di quella ragazza cercar di prenderlo in bocca all’animale, il pensiero la spaventò e torno a vedere la realtà, trasse un gran respiro e abbracciò Alessandro baciandolo “Dai che ti faccio una pompa”.
Alessandro si alzò in piedi, Teresa si mise seduta sul bordo e afferrò con forza con una mano il cazzo eretto, prese in bocca la cappella, iniziò a succhiar forte e a muovere veloce su e giù la testa tirando molto la pelle ad ogni movimento.
“Uhmmmm” Alessandro provava piacere ma anche del fastidio per i movimenti troppo bruschi “va piano” le disse, ma Teresa era abituata in quel modo e continuava il veloce su e giù di testa.
“Piano” continuò a dire lui, ma a Teresa il compagno diceva sempre -piano- durante i pompini ma alla fine veniva.
Teresa sentì la mano di Alessandro prenderle la nuca, lo vide afferrarsi il cazzo e tirarlo fuori dalla sua bocca, poi sentì un colpo alla guancia e un altro, il cazzo le veniva sbattuto in faccia “Vai - un po’ - più - piano” scandì lui eccitato e divertito sbattendoglielo in faccia per punirla.
Teresa si mise a ridere e tirò fuori la lingua, sentiva il cazzo sbatterle sulla guancia, sulla lingua, sul naso, poi lo riafferrò e se lo rimise in bocca senza succhiare, muoveva la lingua attorno alla cappella e sentiva gemere Alessandro.
Alessandro si lasciò leccare la cappella per un po’, poi quando non ne poteva più di aspettare, prese le spalle di Teresa e la indusse a stendersi a pancia in su, lei con naturalezza alzò le ginocchia aprendo le cosce e si sentì penetrare.
Teresa sentiva piacere, si sentiva bagnatissima e apprezzava ogni movimento dell’uomo, e il piacere cresceva sempre più assieme all’aumentare del ritmo, oramai era sbattuta e lui ansimava veloce.
“Non venire dentro che non prendo la pillola” disse Teresa veloce fra un gemito e l’altro.
“Ma… cosa?” Alessandro lo estrasse subito ansimando, era sull’orlo della venuta.
“Ho fatto un esame e ho smesso di prenderla, ma devo riprendere fra due giorni, comunque questo non è periodo e se vuoi sborrami dentro, se vuoi essere sicuro però sporcami da un’altra parte” disse lei in dialetto cercando di riprendere fiato.
Teresa si sentì girare e si ritrovò a pancia in giù, le dita di Alessandro le toccarono la fica sensibile e sentì un forte piacere che sottolineò con un lungo “Siiii”; poi avvertì quel cazzo ancora puntar l’ano e infilarsi in fondo.
Teresa chiuse gli occhi e venne di colpo, un orgasmo inaspettato che le bloccò la respirazione; sentì il cazzo premerle dentro il sedere fino in fondo, senza muoversi ma solo spingendo e poi sentì la voce roca di Alessandro dirle all’orecchio “Vengo”.
Lei voleva risponderle ma sentiva ancora la palpitazione del piacere fra le sue cosce, benchè fosse il sedere a venir preso; si sentiva incapace di muoversi, sentiva solo piacere, lui avrebbe potuto far di lei ogni cosa; poi l’orgasmo si bloccò proprio com’era esploso e lei bestemmiò una seconda volta affondando la testa nel cuscino.
Lo immaginò nuovamente per un attimo con quel pene animalesco grandissimo, si vide impalata dall’enorme fallo incredula e si sentì talmente eccitata quasi da raggiungere un altro orgasmo, si vergognò del suo pensiero e tornò alla realtà quando sentì il suo sedere venir farcito dal seme di Alessandro.
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